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Rotta balcanica: su Trieste continuano gli “arrivi”di F.Bellan

Negli ultimi giorni si è aperto un nuovo quesito, mentre continuano incessantemente i flussi migratori dalla rotta balcanica, alla guida di un furgone col suo carico d’immigrati, già in due occasioni stando alle cronache, sono stati sorpresi un francese ed uno spagnolo. Il business immigrazione, perché di questo si tratta, ha cominciato ad attirare “imprenditori” da altri paesi europei, oppure si tratta dell’opera di qualche nuova “ong”? 

Quello che già si sa da tempo, è che ci sono punti d’appoggio prestabiliti lungo i sentieri carsici, che stando alle testimonianze arrivate dai confini della Croazia i cosiddetti ” profughi ” arrivano già equipaggiati per il “viaggio” e in certi casi con tanto di carte prepagate, un paio d’anni fa era stato scoperto anche un punto dove si allacciavano abusivamente alla corrente per ricaricare i telefoni cellulari, ed in certi casi avevano già le istruzioni per dove rivolgersi una volta giunti a Trieste. 

A tutto questo va aggiunta l’ “opera” dell’ “associazionismo accogliente”, posti letto, mense, assistenza, distribuzione di generi di necessità, e proprio in una di queste, stando a quanto si apprende dalla rete, la persona che ricopre il ruolo di responsabile, si trova anche alla vicepresidenza di un’altra importante associazione a livello nazionale, sponsorizzata da Soros, il filantropo miliardario responsabile della speculazione economica sull’Italia nel 1992, impegnato ad instaurare quella ” società aperta ” basata su società multirazziale, diritti lgbt, pianificazione delle nascite, educazione gender, negazione della famiglia tradizionale intesa come primo nucleo sociale…tutto in nome dei ” diritti civili ” di chiunque purché sia in contrasto con l’ordine naturale. 

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, oggi non è più il tempo delle parole vuote, tantomeno degli slogan elettorali che per noi non hanno mai significato nulla, oggi è il tempo di costruire un’opposizione a questo sistema, un’opposizione che da troppo tempo in Italia è assente a livello istituzionale, o meglio ridotta ad uno continuo spot elettorale. La linea di demarcazione è una soltanto: da un lato ci stanno le forze che collaborano all’edificazione della “società aperta”, dall’altro si deve compattare chi si riconosce ancora nelle bandiere della giustizia sociale, dell’identità, della solidarietà e della preferenza nazionale. 

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