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S. Ten. Amedeo Fagiano, pilota della 1^ squadriglia “Gigi Tre Osei” del II Gruppo Caccia dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana

articolo di Barbara Spadini

“Speriamo che documentare, senza orpelli né ideologie, nella sua semplicità e dignità, un tempo passato, onori la memoria di chi cadde innanzi sera”

componenti della GIGI TRE OSEI  1986  Cascina Vaga  ( Stradella ) Pavia

Da sinistra a destra

Amedeo Fagiano,  Vignoli, Cavagliano, Mazzi, Squassoni, Comandante Drago, Baldi,

Valenzano, Passuello, DiFiorino, Camerani, Cocciardi, La Manna, Accosciati Marin, Benzi

Amedeo Fagiano, nasce a Castelplanio (AN) l’8 aprile 1921 e, dopo la seconda guerra mondiale, risiede ad Osimo (AN) fino alla sua scomparsa,.

Consegue  la licenza di volo prima della Seconda Guerra mondiale  ed è pilota militare  sia per la Regia Aeronautica che per la Aeronautica Nazionale Repubblicana: dopo l’8 settembre infatti Fagiano entra nella Repubblica Sociale Italiana compiendo così il suo dovere a difesa della popolazione e del suolo italiano, pesantemente bersagliati dai bombardamenti alleati.

Nel corso della sua carriera militare ebbe modo di pilotare moltissimi tipi di velivoli, sia di costruzione italiana che straniera tra i quali: Breda Ba 25, Ro 41, Fiat Cr 30, Fiat Cr 32, Fiat Cr 42, FN 305, Fiat G 50, Macchi Mc 200, Macchi Mc 202, Fiat G 55 e Messerschmitt Bf 109.

Successivamente al drammatico 8 settembre 1943, l’allora S. Ten A. Fagiano insieme ad altri piloti italiani fu condotto dai tedeschi in un campo di prigionia in Polonia. Aderendo alla neonata aviazione della Repubblica Sociale Italiana, l’Aeronautica Nazionale Repubblicana, viene inquadrato nella 1^ Squadriglia “Gigi Tre Osei” del II° Gruppo Caccia, il celebre “Ghost Group“, che ha come comandante di squadriglia il valoroso Cap. Ugo Drago, asso dell’aviazione italiana con 15 vittorie.   

Al suo reparto, all’epoca dislocato nella base di Aviano, viene affidato l’arduo incarico di difendere i cieli e le città del Nord Italia dalle continue e devastanti incursioni dell’aviazione anglo-americana.

Il “Black 1”, suo aereo personale pilotato dal 20.06.1944 fino al termine del conflitto, è un Messerschmitt Bf 109G-6/U3, ed aveva come numero individuale l’1 nero bordato di bianco, in genere riservato al comandante: ma Ugo Drago sceglie il numero 7.

Durante vari combattimenti avvenuti tra il 1944 e l’inizio del 1945, è diverse volte colpito dalle armi dei velivoli avversari che provocano numerosi danni ai suoi velivoli (Fiat G.55 e Bf 109G-6).

 S ricorda il 12 novembre 1944, quando nel corso di un acceso duello aereo, riesce a colpire ed abbattere il caccia americano P-47 “Thunderbolt” del 350th FG, pilotato dal S. Ten. G.C. Pape.

Terminato il conflitto abbandona l’aviazione e torna alla vita civile. Studia presso la facoltà di Bari dove si laurea in Medicina, conseguendo poi  due specializzazioni, una in neurochirurgia e una in otorinolaringoiatria.

Diventato in seguito uno stimato e apprezzato medico specialista, esercita la professione fino al 1990. Amedeo Fagiano muore in Osimo il 6 agosto 2005.

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