Crea sito

Sanità e Speranza di A.Sansoni

Non ci è dato sapere con esattezza se gli altri stati al mondo hanno un ministro della salute (o sanità che
dir si voglia) laureato in Medicina. Guardando in casa nostra, il ministro Roberto Speranza (di nome e di
fatto) risulta laureato in Scienze politiche: per carità tutto rispetto per il suo dottorato (ci mancherebbe
altro) ma non è certo laureato in Medicina e chirurgia. A meno che non abbia seguito un corso
accellerato: ma questo sarebbe un altro discorso. Comunque sia Speranza si è lasciato andare ad
alcune dichiarazioni recenti in merito all’emergenza coronavirus e ha dichiarato che l’emergenza non è
affatto terminata anche se dal monitoraggio effettuato, i dati lasciano all’Italia margini di ”speranza”
(tanto per restare in tema) notevoli, anche se occorre logicamente sempre tanta prudenza e attenzione.
E quindi via ancora di mascherine, distanziamento sociale (tema così tanto caro al governo che non
utilizza mai il termine distanza di sicurezza, chissà come mai…), lavarsi spesso le mani, igienizzare
superfici e oggetti. Insomma, come nella prima fase solo che un po’ meno assillante come pratica di
igiene: e gli spot su Raiuno per evitare il nuovo diffondersi del contagio, non smettono di andare in onda
così come la richiesta della Protezione Civile di soldi per aiutare il sistema sanitario nazionale nella lotta
al coronavirus (è da febbraio che va in onda ininterrottamente). E anche i virologi di fama ”televisiva”
commentano i dati del monitoraggio settimanale sul Covid-19 che parlano di “epidemia non ancora
conclusa”, pur evidenziando un “trend positivo”, senza situazioni critiche relative all’epidemia stessa. E’
vero che non c’è situazione critica, ma allo stesso tempo si invita alla cautela, precisando che la
circolazione del virus è ancora rilevante in alcune parti d’Italia (soprattutto nella martoriata Lombardia) e
che ci sono ancora dei focolai epidemici in atto. In tutta questa situazione sanitaria, il popolo italiano
comunque sta vivendo una sistuazione di stress emotivo che sembra non avere fine. E i campanelli di
allarme su possibili ritorni a fasi acute di epidemia, appaiono più che altro atti di terrorismo psicologico
che certezze assolute: anche perchè la medicina non è una scienza esatta, per cui se si pensa di avere
la verità in tasca in questa materia, è segno che magari si sa già qualcosa e non che questo qualcosa si
sospetti che possa accadere. Pensiamo male? Noi sempre, del resto siamo abituati a non fidarci mai di
nessuno se non di noi stessi e di chi la pensa come noi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: