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Scoperta una nuova foiba in Slovenia.di F.Bellan

È di ieri la notizia della scoperta di una nuova foiba in Slovenia, l’ennesima macabra scoperta di poveri resti delle vittime del comunismo. Se nei confronti degli italiani a Trieste, in Istria, a Fiume e in Dalmazia si trattò di una vera e propria pulizia etnica, nei confronti di croati, serbi e sloveni anticomunisti si scatenò con la stessa furia omicida lo stesso meccanismo stragista che non risparmiò nemmeno donne e bambini. Si accanirono anche contro i parenti di chi non era allineato al comunismo di Tito. 

A guerra finita una colonna di Ustascia croati, con le famiglie si trovava verso il confine con l’Austria, vennero fermati dagli inglesi, storici alleati e protettori delle bande comuniste di Tito, e fatti tornare indietro in bocca ai loro carnefici che li massacrarono. Questo è solo un esempio tra i tanti che si potrebbero fare per dare un’idea di cosa è stato il “dopoguerra” di Tito. 

Sarebbero circa 250 i resti dei cadaveri rinvenuti in questa foiba appena scoperta. 

Oltre un centinaio i ragazzini uccisi dell’età compresa tra i 15 e i 17 anni, almeno 5 sarebbero le donne, stando all’analisi antropologica preliminare ordinata dalla Commissione dello Stato per l’individuazione delle fosse comuni, presieduta dallo storico Jože Dežman.

Il coordinatore del team di speleologi, l’archeologo Uroš Košir, ha dichiarato che nella voragine e lungo i bordi esterni è stata trovata una grande quantità di munizioni, prova questa che le esecuzioni furono eseguite sul posto.

I resti dei corpi erano coperti di rocce e detriti, tuttavia la squadra di scavo ha anche trovato dei corpi sopra di questi, e per questo sospettiamo che questi fossero prigionieri incaricati di coprire il baratro, ma in seguito furono liquidati anche loro e fatti precipitare all’interno”, così ha detto Košir alla stampa.

Il responsabile delle indagini di polizia, Pavel Jamnik ha detto, in base alle indagini, che la responsabilità dell’eccidio è dell’OZNA, la polizia segreta jugoslava, e in particolare al suo braccio “operativo”, il KNOJ (Korpus narodne obrambe Jugoslavije), Corpo di difesa popolare della Jugoslavia, costituito da partigiani ed incaricato della sicurezza interna dei territori “liberati”. 

Intanto a Trieste oggi il quotidiano locale, oltre ad ignorare la notizia, dedica una pagina intera al compleanno dello scrittore della minoranza slovena Boris Pahor, appena “premiato” da Mattarella nel giorno della riconsegna, o meglio del regalo del Balkan di cui abbiamo ampiamente già parlato e per il quale siamo anche scesi in piazza a protestare. Boris Pahor cosa disse appena ricevuto l’onorificenza da Mattarella? Si affrettò a negare i massacri delle foibe, “E’ tutta una balla”.

Non serve aggiungere altro. 

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