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Situazione drammatica lo dice l’ISTAT. di A.Sansoni

L’Istat vede ‘nero’, o meglio, a vedere ‘nero’ sono imprenditori, lavoratori e partite Iva che non hanno
fiducia nel futuro. E’ drammatico il quadro emerso da un’indagine condotta dall’Istat in questo mese di
maggio, il mese della riapertura dopo la chiusura forzata dettata dall’emergenza coronavirus. “Stimiamo
che in media d’anno l’impatto del lockdown sia di quasi 2 punti di valore aggiunto e di 2,2 punti di
occupazione, per poco meno di 400 mila occupati”. Poche parole ma chiare da parte del direttore per la
produzione statistica, Roberto Monducci, nel corso della sua audizione in commissione Lavoro al Senato
in base agli ultimi dati raccolti appunto dall’Istat. L’emergenza tocca anche i giovani italiani, mai così
sfiduciati verso il futuro prossimo, un segno evidente di come se proprio la gioventù che dovrebbe
garantire quel necessario ricambio generazionale, non si sente affatto ‘protetta’ e incoraggiata per
l’avvenire, lasciamo solo immaginare come si potranno sentire coloro che invece anagraficamente
sono… un po’ più avanti con l’età. Tornando ai dati Istat, la limitazione delle attività produttive fino a tutto
aprile, ha determinato una riduzione cospicua dei consumi da parte delle famiglie e dei singoli, del 4,1%,
del valore aggiunto dell’1,9%. E stando sempre alla statistica nazionale, l’impatto del Covid-19 dovrebbe
provocare un aumento di disoccupati, stimato in circa 385 mila persone che, purtroppo, vanno ad
ingrossare le fila di una disoccupazione che era già elevata in Italia. E il Governo ha regolarizzato un
esercito di clandestini: passiamo oltre… Quindi dalle fonti Istat, si evince che la fiducia delle nostre
imprese e dei consumatori è ai minimi storici: quasi come se si fosse di fronte ad un periodo post-bellico,
solo che stavolta non c’è stata una guera. L’emergenza sanitaria in corso, ricordiamo che non è affatto
finita, continua a influenzare negativamente il clima di fiducia degli operatori economici, che a maggio si
attesta sul valore più basso. Stessa sorte per l’edilizia, per la compravendita degli immobili che fa
registrare un netto calo di affari: del resto chi ce la fa a comprare casa e ad accendere un mutuo con le
banche in questo periodo così negativo? In pochi. E se Giuseppe Conte si prodiga in conferenze stampa
e dichiarazioni che invitano all’ottimismo, oppure se dai balconi ci sono ancora le bandierine arcobaleno
con la scritta ”Andrà tutto bene”, la realtà sembra andare verso la situazione opposta. Del resto da un
‘popolicchio’ di struzzi che preferisce nascondere la testa sotto la sabbia e sentirsi dire quello che più gli
aggrada, non possiamo certo pretendere altro. Meglio sempre comunque una verità amara che una
bugia infiocchettata di dolce ma che poi alla lunga diventa più cruda e virulenta.

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