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Socializzazione nella Repubblica Sociale

Nella Repubblica Sociale, il diritto di proprietà privata doveva essere inteso come un qualcosa non più di assoluto, ma di contingente;

l’economia nazionale doveva essere controllata e regolata da un piano programmatico che risultasse centralizzato e integrale;e la classe lavoratrice doveva partecipare direttamente alla gestione delle imprese,diventando il lavoro la base su cui si doveva ergere lo Stato:in modo che il valore dell’individuo o della categoria produttiva potesse essere giustificato solo in relazione al suo effettivo contributo all’interesse nazionale.

Tenendo conto di tutto questo,Gentile affermava che l’Italia fascista avrebbe dovuto tendere alla realizzazione di un socialismo nazionale,di un ordine fondato sul principio che l’unico valore è il lavoro;il lavoro umano che è attuazione della vita spirituale nel complesso dei suoi beni economici e delle sue idealità etiche,al punto che si poteva anche tranquillamente affermare che “chi parla oggi di comunismo in Italia è un corporativista impaziente”

prof. ROBERTO MANCINI

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