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Società multirazziale, sabato una mobilitazione a Trieste di F.Bellan

Quattro giorni consecutivi di scontri tra immigrati ceceni e magrebini, a Digione, in Francia, e ieri, lunedì 15 giugno anche a Nizza dove ai due gruppi contendenti, se ne è aggiunto un terzo i capoverdiani. 
Dopo aver visto in queste ultime settimane quel che è stato innescato dopo la morte di George Floyd, violenze che si sono estese dagli Stati Uniti agli stati dell’Europa occidentale, ora la violenza direttamente collegata alla tanto decantata società multirazziale sembra esplodere, ancora una volta in Francia. 
All’origine di tutto sembra che ci sia stata una lite tra in ragazzino ceceno ed uno spacciatore magrebino. Gli scontri hanno visto la comparsa di armi di tutti i tipi, dai machete agli AK47. Dai numerosi filmati che si vedono in rete si può vedere una situazione di evidente anarchia, la chiusura dei negozi e la notizia che le autorità “lascerebbero sfogare” i protagonisti degli scontri, ne danno la conferma. 
Sabato a Trieste è stata indetta una manifestazione di protesta riguardo la questione immigrazione ed il business a questa collegato. 
La società multirazziale non è quell’eden incantato presentato dai fautori del villaggio globale, dai cantori della tolleranza e del buonismo a senso unico e dai probi professionisti dell’accoglienza e dei cosiddetti diritti civili. 
La società multirazziale è esattamente quella che si vede in questi giorni in Francia. 
Di seguito pubblichiamo il comunicato preso dalla pagina facebook che ha indetto la manifestazione di Trieste, sabato 20 giugno
“Sabato 20 giugno dalle ore 13 in poi, in Piazza Unità d’Italia
E’ PROCLAMATA UNA MANIFESTAZIONE APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA SENZA ALCUNA DISTINZIONE POLITICA!
Contro gli arrivi incontrollati dalla Slovenia e per un Confine controllato!
Contro l’invasione nella nostra città
Contro il business immigrazione
Per una Trieste che vuole ritornare ad essere sicura. Senza risse e spaccio di droga.
Per una Trieste dove si possa tornare a passeggiare in tutte le ore senza aver paura
Per una Trieste che con quasi 4.000 disoccupati, non può’ più mantenere migliaia di disperati
Per una Trieste che pretende la fine degli arrivi dalla Slovenia ed un Confine blindato
Per una Trieste che vuole al massimo 550 ospiti come l’accordo tra A.N.C.I e Viminale del 2016, che prevede al massimo 2,5 migranti ogni mille abitanti.
Per un controllo fiscale e contabile della Guardia di Finanza sui milioni spesi da Onlus, Cooperative e Caritas.”

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