Crea sito

Stati Generali… attenzione alla storia di A.Sansoni

Un tempo quando si parlava di Stati Generali ci veniva a mente quelli che Luigi XVI re di Francia
convocò nel 1789 per raggiungere un accordo fra nobiltà, clero e terzo stato, in un momento di estremo
fermento per il paese transalpino. Tutti poi sappiamo come andò a finire: scoppiò la rivoluzione e Luigi
XVI ci rimise la testa. Sulla stessa onda il premier Giuseppe Conte, forse credendosi stavolta il Re Sole,
ha deciso di convocare utilizzando lo stesso termine, gli stati generali italiani, promettendo un piano
concreto per correre verso una ripresa economica e sanitaria di cui il popolo (il terzo stato odierno) ne
avrebbe bisogno come il pane. Manca il pane? Dategli le brioches, così rispose la regina Maria
Antonietta al cicisbeo che gli fece presente che il popolo francese aveva fame e chiedeva pane. Stavolta
l’avvocato del popolo risponde alla cittadinanza che ha fame: ”Dategli gli stati generali”. Cosa sono nella
sostanza? Una perdita di tempo notevole, una delle tante trovate di questo governo che ne inventa di
‘sottoterra’ per cercare di aggraziarsi coloro che già lo sostengono. Mentre gli italiani chiedono ancora gli
aiuti concreti per andare avanti, l’avvocato del popolo convoca questi stati generali e prova a sminare
anche alcuni attriti che sono affiorati nella sua maggioranza: con Renzi in veste di pacificatore ”Basta
litigi nella maggioranza”, tuona l’ex premier fiorentino. In molti nella sua maggioranza, pensano che
Conte intenda creare un proprio partito politico (o movimento), cosa che l’attuale capo dell’esecutivo
nega a più riprese. Intanto in vista di questa trovata francesizzante, Conte spende anche due parole sul
suo Vittorio Colao dove dice che il suo lavoro è ”buono” (prima era ottimo) e che comunque alcune
critiche al suo operato (a quello di Colao, ndr) ci stanno tutte, se pur costruttive. Intanto la kermesse
degli stati generali parte male e questo pare non sia certo di buon auspicio: doveva iniziare il 12 giugno
ma inizierà il 13, perché l’altro Re Sole, il cavaliere Silvio Berlusconi non riesce a convincere Matteo
Salvini e Giorgia Meloni a partecipare a questi stati. Il motivo? L’opposizione reputa la sede scelta non
istituzionale e respinge a chiare lettere l’invito. “Si convinceranno che Villa Pamphili è una sede
istituzionale”, ribatte il premier Conte alle critiche dell’opposizione, persuaso che il forfait sia per
l’opposizione difficilmente sostenibile. E a Villa Pamphili, sede storica romana, si parlerà del dossier
ripartenza che è assai complesso da risolvere in un batter d’occhio. In ballo c’è il futuro del nostro paese:
un futuro triste o un futuro a tinte rosee? Ce lo dirà l’avvocato del popolo al termine degli Stati Generali.
E da Pd e M5s già parte una forte pressione per un nuovo decreto in deficit, entro gli inizi di luglio
prossimo, con una cifra da stanziare di almeno 10 miliardi per dare sostegno a settori come scuola,
cultura, bisogni dei comuni e piccole e medie imprese. Si ma dove si troveranno questi fondi?
Indebitandosi con l’Unione Europea? Può essere. Sul tavolo degli Stati Generali, troveranno spazio
anche alcune idee del piano Colao, soprattutto quelle relative all’emersione del lavoro nero e della
regolarizzazione di alcuni punti fondamentali per snellire la burocrazia italiana. Insomma il Re Sole ha
deciso: tutti agli Stati Generali, una perdita di tempo che servirà solo a dare visibilità ad alcuni soggetti
che di questi tempi ne hanno avuta fin troppa.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: