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Stelvio Dal Piaz – LA NASCITA DELLA RSI

La capitolazione italiana venne firmata segretamente il 3 settembre 1943 sottoscrivendo, in nome del popolo italiano, un brevissimo atto di resa incondizionata, un patto talmente mortificante e infamante che lo stesso Eisenhower definì la faccenda “crooked deal”, cioè uno sporco affare, auspicandone la pubblicazione almeno 10 anni dopo la fine della guerra. Nella circostanza gli inglesi – a massimo disprezzo – coniarono il verbo “to badogliate”, cioè tradire nel peggiore dei modi. Fino agli ultimi minuti prima dell’annuncio ufficiale , alle autorità tedesche venne assicurata piena fedeltà ai patti di alleanza sottoscritti dal re, patti che all’art. 5 stabilivano espressamente che i contraenti mai avrebbero firmato paci separate. Alle ore 18 dell’8 settembre gli italiani vennero informati da Badoglio, attraverso un radio-messaggio registrato, che “ il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze armate anglo-americane . La richiesta è stata accolta”. Nel frattempo il re e tutta la casa reale, con Badoglio ed altri generali, è in fuga da Roma. A quel punto “ Finis Italiae”. Così il paese Italia, senza più governo e senza alcuna autorità statuale in grado di gestire la situazione, diventa terra di conquista non solo del nemico, ma anche dell’ex alleato contro il quale si comincia anche a sparare.L’antefatto vede Mussolini, destituito con un colpo di stato e arrestato per ordine del re, ancora prigioniero. Per interessamento personale di Hitler i tedeschi, subito dopo l’arresto del Duce, iniziano un lavoro di “intelligence” nel tentativo di liberarlo. Con la resa dell’Italia l’operazione si fa ancora più urgente e la liberazione avviene alle ore 14 del 12 settembre a Campo Imperatore dove Mussolini era prigioniero da alcuni giorni dopo vari spostamenti. A liberazione avvenuta con una operazione audace e tempestiva, il Duce si imbarca su di un piccolo aereo (Fieseles Storch   F1156 – chiamato in gergo Cicogna) con una prima tappa a Pratica di Mare, dove sale a bordo di un plurimotore con tappa a Vienna. Il giorno dopo Mussolini incontra il figlio Vittorio e Hitler. Il 15 settembre Mussolini riassume la guida del Partito che prende nome Partito Fascista Repubblicano e nomina Alessandro Pavolini Segretario provvisorio. Il giorno 23 settembre lo stesso Mussolini rientra in Italia   a bordo di un plurimotore, atterra all’aeroporto di Forlì e lo stesso giorno riunisce alla Rocca delle Caminate il nuovo governo della neonata Repubblica Sociale Italiana. Lo Stato repubblicano nacque per continuare la guerra a fianco dell’alleato germanico e del Giappone e per riscattare l’onta del disonore, evitando così che i tedeschi facessero dell’Italia una terra di preda e di conquista. Da ricordare che qualche giorno prima e precisamente il giorno 18 settembre,  venne trasmesso da Radio Monaco alle ore 17 l’appello di Mussolini indirizzato alle Camicie Nere, agli Italiani e Italiane. Fra l’altro il Duce disse:“Quando una monarchia manca a quelli che sono i suoi compiti essa perde ogni ragione di vita; quanto alle tradizioni ve ne sono più di repubblicane che di monarchiche. Più che dai monarchici la libertà e l’indipendenza dell’Italia furono volute dalla corrente repubblicana e dal suo più puro e grande apostolo Giuseppe Mazzini. Lo Stato che noi vogliamo instaurare sarà nazionale e sociale  nel senso più alto della parola, sarà cioè fascista risalendo così alle nostre origini. Nell’attesa che il movimento si sviluppi sino a diventare irresistibile, i nostri postulati sono i seguenti:-1 Riprendere le armi a fianco della Germania, del Giappone e degli altri alleati. Solo il sangue può cancellare una pagina così obbrobriosa nella storia della Patria.-2 Preparare senza indugio la riorganizzazione delle nostre Forze Armate attorno alle formazioni della Milizia. Solo chi  è animato da una fede  e combatte per un’idea non misura l’entità dei sacrifici.-3 Eliminare i traditori, in particolar modo quelli che sino alle ore 21.30 del 25 luglio militavano, talora da parecchi anni, nel Partito e sono passati nelle file del nemico.-4 Annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro finalmente il soggetto dell’economia e la base infrangibile dell’economia.  Camicie nere fedeli di tutta Italia, io vi chiamo nuovamente al lavoro e alle armi; l’esultanza del nemico per la capitolazione dell’Italia non significa che esso abbia già la vittoria nel pugno, poiché i due grandi Imperi di Germania e Giappone non capitoleranno mai. Voi squadristi ricostituite i vostri battaglioni, che hanno compiuto eroiche gesta; Voi giovani fascisti inquadratevi nelle Divisioni che devono rinnovare sul suolo della Patria le gloriose imprese di Bir el Gobi; Voi Aviatori tornate accanto ai vostri camerati tedeschi al vostro posto di pilotaggio, per rendere vana e dura l’azione nemica sulle nostre città; Voi Donne fasciste riprendete la vostra opera di assistenza morale e materiale così necessaria al popolo.Contadini, operai e piccoli impiegati, lo Stato che uscirà da questo immane travaglio sarà il vostro e come tale lo difenderete contro chiunque sogni ritorni impossibili. La nostra volontà, il nostro coraggio, la nostra fede ridaranno all’Italia il suo volto, il suo avvenire, la sua possibilità di vita e il suo posto nel mondo. Più che una speranza, questo deve essere per voi tutti una suprema certezza. Viva l’Italia, viva il Partito Fascista Repubblicano. “Nel comunicato dell’Agenzia Stefani  passato ai giornali del 30 settembre, compare la seguente notizia: “ Mussolini, dopo i riconoscimenti internazionali del nuovo Stato Repubblicano, assume le funzioni di Capo dello Stato in attesa della Costituente. “I seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana videro l’olocausto della migliore gioventù  che si sacrificò per l’ONORE d’ITALIA. I sopravvissuti ricordano con orgoglio e con immutata fede l’anniversario della fondazione del nuovo Stato Repubblicano.Stelvio Dal Piaz combattente RSI.

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