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STORIE DELLA RSI: mi sa che ci siamo (vi siete) sbagliati….

Trovo spesso citata –anche su FB- come esempio di intransigentismo puro e duro ed insegnamento etico da seguire, questa frase di Borghese:

“Una guerra si può vincere o perdere, ma si deve saper perdere con dignità. Per un popolo la sconfitta militare incide solo materialmente, ma perdere con il disprezzo dell’alleato tradito e con quello del vincitore a cui si supplica di accodarsi, incide moralmente, e le tracce restano per secoli”

A parte l’italiano un po’ discutibile, concordo che si tratti di una bella dichiarazione di principio…però, essa è preceduta, due righe sopra, da queste parole:

“Se Badoglio ci avesse fatto uscire dalla guerra in modo decoroso ed onorevole, avrei obbedito. Se Umberto di Savoia o il Duca dì’Aosta si fossero messi a capo delle Forze Armate abbandonate a loro stesse, avrei obbedito…” (tutto in: Mario Bordogna, Junio Valerio Borghese…, Milano 1995)

Francamente tra un’uscita “decorosa ed onorevole” (che significa pur sempre mollare l’alleato e magari cercarne un altro) e quello che avvenne l’8 settembre in maniera “indecorosa e disonorevole”, non vedo, nella sostanza, questa grande differenza…per tacer del resto.
Alcuni ritengono che nelle scelte post 8 settembre di Borghese abbia pesantemente inciso il personale risentimento per non essere stato informato (lui, che era un eroe della Marina e anche un nobile !) né dai vertici della Forza Armata né da Casa Savoia di ciò che si stava preparando….alla luce dell’affermazione iniziale, non la ritengo una tesi tanto peregrina.

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