Crea sito

Strage di Bologna 2 agosto 1980 di G.Adinolfi

Sulla strage del 2 agosto 1980 a Bologna la verità processuale è lontana.
Da tempo si accapigliano due partiti, quello comunista, dominante in Magistratura, che
insiste sulla matrice fascista della strage e quello atlantista/sionista della destra che
farnetica di una matrice palestinese.
Entrambe le piste furono inventate preventivamente dai dirigenti pidduisti dei nostri
apparati, tre settimane prima della strage. La tempistica li inchioda, così come i successivi
depistaggi volti a nascondere indizi e prove lasciati dietro di sé dai protagonisti e a
criminalizzare al loro posto la destra radicale. Non meno di cinque montature vennero
confezionate dai mammasantissima di Sisde, Sismi e Ucigos. Fu concessa licenza
d’uccidere, di uccidere noi. In molti ci salvammo, lo stesso non si può dire purtroppo di
Francesco Mangiameli e di Pierluigi Pagliai.
Col tempo sono emersi elementi molto seri che inchiodano due ambienti. Uno era
rappresentato dall’internazionale terrorista rossa che, facendo capo a centrali tedesche e
francesi, era manovrata dal Mossad fin dal 1971. Un altro era composto dagli apparati
atlantico/sionisti e dalle logge da cui erano espressi.
Quel che accadde verosimilmente è che gli israeliani, impegnati in maniera ossessiva per
sventare l’armamento nucleare iracheno a cui settori politico/industriali italiani e francesi
stavano contribuendo, ordinarono di colpire a Bologna, per monito e per ritorsione. Così
vennero sacrificati degli operativi durante il passaggio degli esplosivi nella stazione di
Bologna. La loro destinazione era in Puglia. I “nostri” apparati, non sappiamo ancora se
direttamente implicati nell’esplosione o semplici fiancheggiatori degli israeliani, si
attivarono immediatamente per far sparire ogni traccia e per proporre false piste fasciste. Il
partito comunista in toga si è prodigato caparbiamente ad assecondarli nell’intento della
sparizione delle tracce, perché intende coprire le responsabilità rosse.
Di converso non si è limitato ad accontentarsi dell’etichetta fascista e ha continuato a
scavare per puntare comunque l’indice su servizi massonici e israelo/atlantistici,
evidentemente consapevole di un loro ruolo decisivo. Solo che lo ha fatto con eccessiva
cautela e senza liberarsi dal fasullo pregiudizio dell’etichetta fascista, sia pure intesa come
manovalanza.
L’altra parte, quella della destra dall’amor sionista, ha avuto il merito di far conoscere le
presenze rosse nella strage ma cerca in ogni modo d’impedire indagini in direzione di Tel
Aviv e degli apparati ad essa collegati. Al punto di non accorgersi che gli stessi estremisti
rossi coinvolti nell’attentato appartenevano a strutture (Hypérion, Hva della Stasi) che
cooperavano con il Mossad.
E così ha sorprendentemente deciso di non parlare di pista rossa – come sarebbe
coerente se si accettasse la loro versione dei fatti – ma di una pista palestinese tirata per i
capelli.
Siamo in pochi a combattere la battaglia della verità, presi tra due fuochi.
Buona parte di questa battaglia è nel mio libro Orchestra Rossa, 294 pagine di testo, 25
euro (20 per il libro e 5 per le spese di spedizione).
Ordinazioni: https://www.gabrieleadinolfi.eu/acquista-online/444-orchestra-rossa.html
Sono stato appena intervistato da una televisione privata web sulle recenti novità di
Bologna. L’intervista è al link: https://www.youtube.com/watch?v=NKf1GAICGyw

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: