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Trieste, 13 luglio il regalo del Balkan alla comunità slovena di F.Bellan

Trieste, 13 luglio il regalo del Balkan alla comunità slovena, dal Quirinale l’ennesimo oltraggio agli infoibati usati come merce di scambio

Il 13 luglio a Trieste la minoranza slovena sarà risarcita per la seconda volta per l’incendio dell’hotel Balkan, avvenuto nel 1920, dopo che dalle finestre avevano cominciato a sparare sulla folla di cittadini accorsi a protestare per gli omicidi di italiani a Spalato e a Trieste.
Il Balkan era la sede di associazioni filoslave e anti italiane, e l’Italia ha già risarcito la minoranza slovena con la costruzione e la consegna del teatro sloveno negli anni ’60. Per quale motivo ora deve consegnare un altro edificio situato nel centro cittadino non si capisce, misteri della democrazia. Certo che attuare un’operazione del genere, del costo di svariati milioni di euro a spese del contribuente, in piena crisi economica e nel post “emergenza Covid”, appare l’ennesima dimostrazione di disinteresse totale delle istituzioni verso i cittadini.
Ben diversamente è andata per un edificio della Lega Nazionale occupato dai partigiani comunisti nel corso dell’occupazione iugoslava, è passato direttamente in mano delle associazioni slovene fino ad oggi, e non c’è stata nessuna restituzione, tantomeno un risarcimento.
È di oggi la notizia che il presidente di questa repubblica, tra una dormita e l’altra sarà presente assieme al presidente della Slovenia per la consegna del Balkan, il 13 luglio a Trieste. Assieme si recheranno a Basovizza, ma non per rendere solo omaggio agli infoibati, anche per rendere omaggio ai fucilati del 1930, ” eroi antifascisti ” che sono stati condannati a morte dopo un regolare processo in quanto responsabili di una serie di attentati terroristici anti italiani, della morte di un uomo e del ferimento di altri.
Il presidente sloveno ha imposto che la sua visita alla Foiba di Basovizza fosse associata all’omaggio del presidente “italiano” al monumento ai fucilati.
Da Lubiana arrivano le imposizioni ed il Quirinale esegue.
Parliamo di uno stato che può equivalere ad una regione italiana per dimensioni e densità, erede della Jugoslavia comunista, ed infatti i territori costieri sono territori occupati, sono territori originariamente italiani. Ogni occasione è buona, per loro, per rivendicare la lotta antifascista contro l’Italia, in pratica vuol dire che l’occupazione delle nostre terre ed i massacri del nostro popolo sarebbero giustificati, per loro. Infatti, nei paesi dove risiede la minoranza slovena al primo maggio festeggiano quella che per loro sarebbe stata la “liberazione” di Trieste, l’ingresso delle bande comuniste di Tito in città, l’inizio dei 40 giorni dell’occupazione iugoslava.
Contro l’arroganza slava rivendichiamo il nostro orgoglio italiano, si scriveva sui manifesti e sui volantini negli anni ’80, quando questi richiedevano il bilinguismo e si opponevano al fatto che la Foiba di Basovizza diventasse monumento nazionale: questo slogan è tornato di colpo attuale, grazie anche all’ennesima, e purtroppo consueta, calata di braghe delle istituzioni dell’italietta pavida e rinunciataria degna erede di quella dell’infamia di Osimo.
Anche se tutti.. noi no, c’è ancora chi scenderà in strada per un’idea, per la propria terra, per la propria storia, per la propria gente.

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