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Trieste, dal 12 giugno al 13 luglio, per non dimenticare di F.Bellan

Trieste, dal 12 giugno al 13 luglio, per non dimenticare la nostra storia ed i tradimenti di uno stato nato da una sconfitta contrabbandata come una “liberazione”
E’ arrivato il 12 giugno, per la prima volta è stato celebrato dalle istituzioni cittadine il giorno della liberazione dalle truppe comuniste di Tito che occuparono la città per 40 giorni. L’evento è stato accolto con favore dalla maggioranza dei triestini ed anche dal mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati. 
Questo, oltre a collegarsi direttamente con il ritorno di Trieste all’Italia avvenuto dopo nove anni di occupazione inglese e americana, il 26 ottobre del 1954, stabilisce, volente o nolente, che a Trieste il 25 aprile 1945 non ci fu nessuna “liberazione”.
Infatti, il locale cln, del tutto ininfluente, si limitò forse a sparare un paio di colpi verso i tedeschi in ritirata, quando erano ben distanti, e con i rossi alle porte: una sorta di bufala, tanto per cercare di contrapporre una ” resistenza italiana e non comunista “, a quella che è stata la ” liberazione di Trieste “, o meglio, l’invasione comunista, le violenze, il coprifuoco, gli spari sulla folla che rivendicava l’italianita’ della città, gli arresti ed i massacri delle foibe. 
Non ci stancheremo mai di ricordare agli ” smemorati “, che le bande con la stella rossa erano alleati della resistenza italiana, dell’esercito del re e di Badoglio, degli americani e degli inglesi. Infatti, dopo, nei nove anni di occupazione ” alleati ” si sono succeduti ancora scontri, arresti, feriti e morti, erano i ragazzi di Trieste italiana. 
Oggi, per noi di Trieste è sicuramente una buona giornata, un riconoscimento per quanto negli anni abbiamo sempre rivendicato, anche nella stessa data del 25 aprile.
E’ una giornata resa ancora più bella, per aver fatto scattare il livore e l’isterismo antifascista in qualche esponente di quella sinistra, moderata ed estrema, che non ha mai smesso di essere nostalgica del partito comunista: quel livore e quell’isterismo che sfociano nel vecchio e classico discorso giustificazionista ed anti italiano riguardo le tragedie dei territori orientali, l’esodo ed i massacri delle foibe. 
Dopo il ricordo delle vittime del bombardamento americano di mercoledì 10 giugno, che ha visto la partecipazione di una settantina di persone, in quello che una volta era il rione rosso per antonomasia anche oggi a San Giusto, la partecipazione è stata numerosa. 
Ora le prossime tappe per quanto riguarda la storia di Trieste, una storia che ancora oggi viene usata e strumentalizzata a fini politici da “qualcuno”, sono tra poche settimane con l’ignobile risarcimento per l’incendio del Balkan, l’albergo da dove i filo iugoslavi nel 1920 spararono sulla folla radunata per protestare contro gli omicidi di italiani a Spalato e a Trieste. Un risarcimento che l’Italia ha già pagato alla minoranza slovena negli anni ’60, e che oggi si appresta a pagare per una seconda volta, sotto la regia della Slovenia. 
Il 13 luglio il presidente di questa repubblica s’incontrera’ con il suo omologo sloveno per suggellare il secondo risarcimento, alla faccia dei tanti italiani colpiti da una crisi senza precedenti e a spese dei contribuenti, intendono anche recarsi alla Foiba di Basovizza, dove entrambi dovrebbero solo che inginocchiarsi e chiedere scusa, senza proferire ulteriore parola. 
Il primo in quanto presidente di una repubblica nata da una ” resistenza ” che era alleata degli infoibatori comunisti e degli occupatori della nostra terra, il secondo in quanto presidente di uno stato generato dalla dissoluzione della Jugoslavia comunista, il cui litorale era italiano fino all’occupazione fatta dalle bande comuniste con l’assenso, o meglio la complicità, di tutti i loro alleati. 
Faremo sentire ancora le nostre voci di uomini liberi! 
Al termine dell’iniziativa promossa dall’associazione Trieste Pro Patria, sono stati ricordati con il presente e con uno striscione a loro dedicato i camerati Francesco Cecchin, Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola assassinati dai rossi il 16 giugno del 1979 a Roma e il 17 giugno del 1974 a Padova

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