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Una barca in mezzo al mare, gli uomini della legge & Soros. di F.Bellan

Gherardo Colombo il magistrato di mani pulite su una nave di 40 metri attrezzata nel recupero dei migranti: una ventina i componenti dell’equipaggio, e sopra questa operazione umanitaria, campeggia il logo dell’Open Society di Soros. 

Dell’iniziativa farebbero parte, tra gli altri, anche Gad Lerner, che da Lotta Continua è approdato, come tanti dei suoi compagni di militanza, ai vertici del giornalismo, specializzandosi in accoglienza e antirazzismo, senza tralasciare il caro vecchio, ma sempreverde, antifascismo; Giovanni Palombarini, in passato ai vertici di Magistratura Democratica, Armando Spataro, un altro magistrato impegnato politicamente e Cecilia Strada, la figliol prodiga del dottor Gino, il vecchio esponente della sinistra extraparlamentare milanese quella delle Hazet 36, le chiavi inglesi che usavano per sfasciare il cranio ai loro avversari politici. La figliola del dottor Emergency, in un non lontano passato, si è scagliata in una singolare campagna, quella di non fare sesso con i fascisti per evitare che questi si riproducono.

Dagli anni di piombo, agli anni dell’isteria patetica e ridicola. 

Facili battute a parte c’è poco da ridere: in questo quadretto si può capire da che parte pende la magistratura e da che parte pende l’informazione politicamente corretta, se ce ne fosse stato ancora bisogno. 

Nuovi traghettatori per l’accoglienza, per la gioia di un ricco filantropo al quale nessun magistrato si è sognato di contestare nulla, all’indomani della sua operazione di speculazione sulla lira del 1992, un’operazione che gli ha fruttato più di qualche soldo danneggiando seriamente l’economia italiana.

Un paese veramente civile l’avrebbe messo al bando, lui e le sue società, ma siamo in Italia, il paese dei balocchi dove tutto sembra funzionare alla rovescia. 

Il Belpaese, oramai terra di conquista delle gang della mafia nigeriana, dove le sentenze della magistratura sono state troppe volte, fin troppo benevoli in confronto di questi “ospiti” impegnati in spaccio di droga, stupri, sfruttamento, prevaricazioni e violenze varie.

Poverini era il loro unico mezzo di sostentamento, hanno anche loro bisogno di una donna ed altre stronzate del genere sono state riportate dalle cronache, non sono frutto di fantasia. 

Intanto mentre venerdì a Trieste, il rione di Borgo San Sergio era invaso da islamici impegnati nei loro festeggiamenti ed infastiditi da chi li riprendeva, dalla rotta balcanica e via mare continuano a riversarsi sull’Italia i flussi migratori e contemporaneamente continuano le fughe dai centri d’accoglienza di immigrati positivi al Covid, e continuano le tensioni ed i danneggiamenti come è appena successo alla caserma di Treviso. Nel centro di Firenze lo spaccio di droga e le risse tra immigrati avvengono alla luce del sole, in pieno giorno, e non vanno dimenticate tutte le donne italiane considerate come oggetti, da questi “ospiti” indesiderati. A proposito e le femministe, i tolleranti, i benpensanti, tutta la loro società di brave persone, che dicono in questi casi? 

Gli italiani possono stare tranquilli, per loro non si scomodera’ nessuno di “lorsignori”, gli italiani sono ” liberi ” di produrre, quelli che hanno ancora un lavoro, di consumare e di crepare, rispettando sempre le regole imposte dalla “società civile”.

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