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UNA MORTE POCO “INFLUENCER”

Non ha destato parecchia attenzione mediatica la tragica e orribile fine di Luana D’Orazio, la ragazza ,madre, 22enne , risucchiata e macellata da un macchinario all’interno di una azienda tessile dove lavorava. Più che altro tutti quelli(che contano) che hanno invece dato molto spazio risaltando la vicenda fedez, non hanno proferito parola su questa ennesima vittima sul lavoro, annullando quasi il senso che doveva essere espresso in occasione del primo maggio per i diritti dei lavoratori. Ma la vittima era una “mamma qualsiasi”, poco sfruttabile e visibile come icona di giuste rivendicazioni. Ci vuole un ” influencer ” per dare un appropriato spazio mediatico alla vicenda, in mancanza del quale il tutto passa inosservato a quasi. Sindacati, partiti, esponenti del lavoro ? Roba passata, ora si guarda chi ha più “followers” per diramare un contenuto, questa la realtà nel 2021. La Comunità di Avanguardia si stringe intorno al dolore della famiglia e punta il dito verso le istituzioni che dovrebbero mobilitarsi senza pregiudizi per una tragica vicenda di questa sorta. La verità fa male, fa ancora più male quando è sottratta al senso della giustizia.

LUDOVICO CICCARELLI

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