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v incontro col prof.Mancini

Sinceramente nell’ iniziare questo nostro quinto incontro con la storia del
fascismo,mi è sorto qualche dubbio, perché ho potuto notare una forte diminuzione
di interesse, rispetto alle nostre precedenti conversazioni .Allora, mi sono venuti dei
dubbi sulla validità di queste nostre conversazioni, forse sono stato troppo prolisso e
lungo? Ma nello stesso tempo mi sembrerebbe un grande rischio passare dalla parte
opposta, perché una eccessiva sinteticità trasformerebbe il tutto in una specie di
bignami della storia. Questo sarebbe naturalmente l’ esatto contrario di quello che
mi sono prefisso nell’ iniziare questi video .Farò perciò in questa occasione un’
ultima prova per verificare l’ interesse e il vostro gradimento .Sarò in ogni caso più
breve, nel cercare di delineare al meglio gli avvenimenti dei primi anni venti fino alla
marcia su Roma.L’ amico Giacinto Reale, delinea in molti suoi scritti l’ evolversi in
quegli anni degli scontri tra fascisti e socialisti, con lo spargimento di molto sangue,
fino ad una specie di tregua, vista in modo diverso da entrambi gli schieramenti .Tra
l’ altro questa tregua avverrà alla vigilia del congresso fascista dell’ Augusteo a Roma
alla fine del 1921 che trasformerà il movimento fascista nel PNF .In ogni caso, quello
squadrismo,rappresenterà sicuramente l’ aspetto più rivoluzionario di un
movimento, come quello fascista che credeva autenticamente in una rivoluzione
anticapitalista e anti borghese .Ora, in questo ambito mi limiterò a raccontare
soltanto alcuni di quegli scontri, non solo tra fascisti e socialisti, ma anche contro
tutti quegli slavi che non volevano riconoscere l’ italianità dell’ Istria e della Dalmazia
.A questo proposito, ricorderò gli scontri di Trieste dell’ 11 luglio 120 .Dal 25
febbraio del 11, le forze alleate sotto il comando di un ammiraglio americano, si
erano assunte l’ onere di vigilare per mantenere l’ ordine a Spalato .Tra queste forze
alleate, vi era anche la nave italiana Puglia, comandata da Tommaso Gulli. Quest’
ultimo l’ 11 luglio del 1920 avendo avuto notizia che i suoi ufficiali erano stati assaliti
da una folla di dimostranti slavi, si fece subito portare a terra per cercare di portare
aiuto ai suoi ufficiali .Durante gli scontri, rimase gravemente ferito, mentre moriva
un altro marinaio della nave italiana Il Gulli morente fu portato a bordo della sua
nave, dove fu tentato un difficile intervento chirurgico che in realtà non riuscì a
salvargli la vita .Due giorni dopo giunse la notizia al fascio di Trieste che organizzò in
segno di protesta un comizio in piazza dell’ Unità .Mentre stavano parlando alcuni
oratori fascisti, iniziarono gli scontri con squadre slave che si erano posizionate sotto
il Municipio .Durante questi scontri venne pugnalato a morte il ragazzo fascista
Giovanni Nini che stava prendendo parte alla manifestazione .Improvvisamente
mentre la folla dei fascisti era ferma, dall’ hotel Balkan terroristi slavi cominciarono a
lanciare bombe sulla folla assiepata sotto l’ albergo .I fascisti si riorganizzarono

velocemente e da edifici vicini cominciarono a rispondere al fuoco contro le squadre
slave .Ad un certo punto le squadre slave furono messe in fuga e alle 1,30, la stessa
ora dell’ incendio dell’ Avanti dell’ anno prima, un orario divenuto ormai un simbolo
entrarono nell’ hotel e vi appiccarono il fuoco .L’ episodio, venne riportato dalla
stampa slava come un simbolo di quella che in seguito venne chiamata l’
oppressione fascista. I fascisti come è stato ampiamente dimostrato dal mio
racconto si erano semplicemente limitati a rispondere al fuoco degli slavi, eppure
per vent’ anni la stampa slava continuò ad aizzare l’odio contro gli italiani, la
conclusione è nota a tutti con le foibe e l’ esodo dei 350000 italiani che furono
costretti al termine del secondo conflitto mondiale ad abbandonare le loro terre,
senza poterci più ritornare. Il fascismo, in ogni caso dopo la sconfitta elettorale 11 si
era riorganizzato e nel corso del 1920 ed insieme ad altre forze nazionali aveva
iniziato una forte contrapposizioni contro i socialisti da sempre anti- nazionali .I
giovani fascisti che erano morti in quei mesi ricordava sempre Mussolini non
avevano invocato né l’ Italia del proletariato, né quella della borghesia, ma quella di
Vittorio Veneto, per la prima volta quei giovani avevano rivendicato l’ orgoglio di
sentirsi italiani .I social- comunisti, anche se continuavano a mietere successi
elettorali apparivano privi di animi, fortemente spaccati al loro interno tra i vertici e
la base .Mussolini, poteva compiacersi di un fascismo che gradatamente stava
scalando molte posizioni, con una opinione pubblica che gli era sempre più
favorevole, proprio perché cominciava ad apprezzare il realismo di un movimento
che sapeva guardare con concretezza alla realtà .A questo proposito, Mussolini all’
inizio del 1921 poteva dire:”Il fascismo rappresenta una grande mobilitazione di
forze morali e materiali, si propone di governare la Nazione, per darle grandezza e
prosperità .Il nostro programma, non si distacca poi molto, almeno da un punto di
vista tecnico da quello dei socialisti, ma noi però siamo in grado di proporre valori
morali e tradizionali a differenza loro. Tra qualche mese l’ Italia e il fascismo si
fonderanno perfettamente.”Questa ultima considerazione mi sembra proprio di
fondamentale importanza perché questo in effetti avverrà davvero, anche se non
subito, ma sicuramente nel corso degli anni trenta .Si pensi in questo ambito alla
guerra d’ Etiopia, quando l’ entusiasmo popolare superò di gran lunga quello della
Grande guerra .In quei mesi nacquero anche nuovi giornali fascisti, come Gerarchia
a Milano.L’ operazione trasformistica del maggio del 1921 che fece entrare in
Parlamento i primi 35 deputati fascisti, tra i quali Mussolini aveva in ogni caso
dimostrato l’ ascesa del movimento .A questo proposito va in ogni caso precisato
che Mussolini anche al termine delle elezioni ci tenne sempre a precisare le distanze

ideologiche che esistevano tra il suo moviment6o e gli alleati. Non si trattava infatti
di liberare soltanto l’ Italia dal comunismo, ma di precisare temi e contenuti, perché
l’ Italia doveva essere liberata anche da un certo liberalismo, rappresentato proprio
da Giolitti. Iniziò così la fase parlamentare del fascismo. Forse, non fu subito
evidente cosa fosse davvero il fascismo,m né che cosa rappresentasse .In ogni caso,
Mussolini, rimaneva sicuramente ancorato al suo socialismo volontaristico, nel quale
si può facilmente vedere la traccia nicciana, blanquista e rivoluzionaria ben visibile
nella mistica dell’ azione .Il tutto sfociava nel culto del popolo, inteso in senso
antimassonico e antiliberale .Si sarebbe dovuti arrivare ad unaq esaltazione del
lavoro, inteso in senso corporativo, dove la rivoluzione sociale si sarebbe dovuta
incarnare nella Nazione.”Se la borghesia crede di trovare in noi dei parafulmini si
inganna .Noi dobbiamo sempre andare incontro al lavoro.”Probabilmente Mussolini
aveva intuito sin dagli anni venti quella convergenza tra socialismo e borghesia che
nel corso degli anni avrebbe trasformato tutto il mondo della sinistra in una vera e
propria barzelletta fino all’ ideologia trasformistica dei nostri giorni, con la totale
identificazione nel sistema, in esclusiva difesa degli interessi borghesi e capitalistici.
La mattina del 7 novembre del millenovecentoventuno, l’ Augusteo di Roma, il
mausoleo di Ottaviano trasformato in teatro, straripava di delegati, provenienti da
tutta l’ Italia .In questo congresso il movimento fascista sarebbe uscito trasformato
in partito nazionale il PNF. A questo proposito, nella sua ultima opera Emilio Gentile
afferma che il fascismo diciannovista non sarebbe la matrice del fascismo storico
che a suo avviso sarebbe nato proprio quel giorno all’ Augusteo di Roma. Questa tesi
mi sento di respingerla nettamente, perché a mio avviso presenta una pregiudiziale
ideologica, nel voler definire il fascismo storico, solo quello istituzionalizzato nel PNF
.L’ affermazione di Gentile nel negare qualsiasi collegamento con il diciannovismo
vuole togliergli le stimmate di movimento rivoluzionario .Movimento rivoluzionario,
che non cesserà di esistere con il Congresso di Roma, perché quella concezione
rimarrà presente seppur con venature diverse per tutto il ventennio e oltre, dove
per oltre intendo il periodo della RSI.
Il congresso, era stato preparato attraverso le Assemblee regionali dei fasci e dagli
articoli di Alberto De Stefani su “il fascio “ di Vicenza e sul “Popolo d’ Italia”.Il
fascismo si presentava in una inarrestabile ascesa, soprattutto dopo il trattato di
pacificazione stipulato con i socialisti di agosto .A novembre le sezioni fasciste in
tutta Italia superavano le 2000 e Mussolini poteva giustamente parlare di un vero e
proprio crescente rossiniano .Dopo aver mandato un saluto reverente all’ esule

volontario di Gardone Riviera, il Congresso protrasse i suoi lavori nel pomeriggio,
quando alle 16, Miche Bianchi lesse una Carta con la quale il Movimento si
trasformava in Partito .Il giorno dopo parlarono Grandi, Bottai e Balbo.Nel
pomeriggio del secondo giorno parlò anche il prof Dudan che riaffermò con forza l’
italianità delle terre giuliane .Infine, parlò Mussolini, ricordando i successi del
movimento divenuto partito che si accingeva a guidare quella nuova Italia nata da
Vittorio Veneto .Dopo il discorso del Duce, i delegati cremonesi chiesero a gran voce
che prendesse la parola Roberto Farinacci, Mussolini mandò allora sul palco il poeta
Dini, il quale rivolgendosi all’ Assemblea chiese di interrompere per qualche ora il
Congresso per andare tutti in colonna a portare una corona di fiori all’ Altare della
Patria, davanti al Milite Ignoto .Approvarono tutti e in colonna si prepararono per
raggiungere Piazza Venezia .Mussolini, rivolgendosi a Balbo disse:”Questa è l’
Assemblea più importante dal 1870”
Nel corso del millenovecentoventidue, i tempi cominciavano ad essere ormai
maturi, il fascismo si preparava lentamente ma consapevolmente a guidare la
Nazione .I governi liberali, Giolitti, Bonomi e Facta si trovavano sempre più in
difficoltà, con un Parlamento sempre più lontano dai reali problemi del Paese.Si
cercava di imbavagliare una opinione pubblica disorientata, ma che in ogni caso, non
si sentiva più rappresentata da una classe politica vecchia, corrotta, alla sola ricerca
di un consenso che non poteva più avere, chiusa nelle loro consorterie e un
clientelismo che doveva servire esclusivamente a spartire; si stava avviando in quei
mesi quella identificazione tra PNF e la Nazione italiana che durerà
ininterrottamente per tutto il ventennio .Il fascismo, si stava affermando grazie
soprattutto all’ eroismo dei suoi uomini che con coraggio avevano sempre risposto
alla violenza degli avversari .In ogni caso, quella violenza, come aveva scritto Sorel
era una violenza rivoluzionaria che doveva prepararsi ad abbattere il vecchio Stato
liberale .Tra l’ altro considerato che in questi primi mesi del millenovecentoventidue
si avvicinavano al fascismo alcuni degli uomini migliori d’ Italia, come per esempio il
gen. Fara .Quest’ ultimo, si era messo in evidenza giovanissimo, quando da capitano
con due sole compagnie indigene aveva affrontato e sgominato presso Agordat un
migliaio di Dervisci penetrati in territorio eritreo .Negli anni successivi aveva
continuato a coprirsi di gloria sia durante la campagna di Libia che durante la
Grande Guerra .Nel millenovecentoventi, Nitti lo aveva collocato in posizione
ausiliaria, una specie di pre- pensionamento .L’ uomo però era ancora molto
vigoroso e costituì un fascio locale insieme ad un gruppo di ex combattenti.

Il 16 ottobre del millenovecentoventidue fu costituito il piano miltare della marcia
su Roma.In quella stessa riunione si addivenne alla nomina di un quadrunvirato
formato da Michele Bianchi, Italo Balbo, De Vecchi e De Bono.Si era ormai pronti a
prendere il potere, le forze regie non si sarebbero opposte e non avrebbero
combattuto contro vecchi commilitoni e amici che volevano marciare su Roma per
salvare la Patria .Su questa giornate di ottobre si è scritto moltissimo, per esempio
sulla famosa notte di San Rossore e sul Re che in un primo momento sembrava
disposto a firmare l0o stato d’ assedio per impedire ai fascisti di arrivare a Roma.Poi
dopo la notte ci fu il cambiamento e non fu più disposto a firmare lo stato d’ assedio
.Cosa era successo in quella notte ? Perché il Re aveva cambiato idea?A questo
proposito i pareri degli storici sono molto discordi .Molti affermava che il Re con il
suo gesto aveva voluto evitare una guerra civile, si rendeva infatti conto che il
fascismo rappresentava ormai una gran fetta della Nazione, altri affermano che non
si fidava dei suoi soldati coscritti che av5rebbgero dovuto combattere contro vecchi
veterani che si erano ricoperti di gloria nelle infuocate trincee della Grande Guerra.
Si arrivò così ad un semplice passaggio di consegne, pienamente istituzionalizzato
con la nomina di Mussolini a nuovo presidente del consiglio .A questo proposito, si
ironizza sulla famosa rivoluzione in vagone letto, per il riferimento del viaggio in
treno che Mussolini fece da Milano a Roma dopo aver ricevuto la comunicazione del
gen.. Cittadini.In realtà, indipendentemente da quale fosse davgve4ro la verità il
fascismo rappresentava ormai l’ Italia quell’ Italia umiliata a Versailles con la famosa
vittoria mutilata che il fascismo voleva riportare all’ onore che le spettava .Non è un
caso che quando si recò dal Re affermò di portare al sovrano l’ Italia di Vittorio
Veneto .Mussolini, in quel momento era sicuramente l’ unico uomo credibile per
governare l’ Italia in quella difficile situazione In quei giorni, siamo arrivati al 24
ottobre si svolse l’ adunata di Napoli, dopo che già il giorno prima Bianchi e i tre
comandanti delle squadre avevano preso gli ultimi accordi e fissato in modo preciso
la data della marcia su Roma. Mussolini nel suo discorso napoletano attaccò
duramente il governo Facta, parlò del suo spirito grettamente legalitario, delle sue
ridicole offerte al fascismo .Un fascismo, che ormai non poteva più andare al
governo dalla porta di servizio, poiché esso voleva immettere nello Stato liberale
tutta la forza delle nuove generazioni, perché solo quelle generazioni che avevano
fatto la guerra avevano il diritto di governare per il sangue dato alla Patria In quella
occasione ci fu il definitivo riavvicinamento del fascismo alla monarchia .Un fascismo
che fino ad allora era stato tendenzialmente repubblicano, Mussolini si rendeva
però perfettamente conto che nel bene o nel male, la monarchia aveva

rappresentato l’ Italia.Anche Mazzini, molti anni prima aveva fatto quel tipo di scelta
a monarchia, in ultima analisi rappresentava l’ unità della Nazione, la continuità dal
Risorgimento, le guerre d’ Indipendenza, la guerra voluta del millenovecentoquindici
nonostante il neutralismo del Parlamento .Sulla basse di queste considerazione,
almeno per il momento, il fascismo rinunciava al suo repubblicanesimo, per il bene
dello Stato e per no turbare troppo la coscienza degli it6aliani che soprattutto a
Napoli dove si trovava in quel momento vi era una compatta popolazione a favore
della monarchia .La storia ci ricorda a questo proposito la famosa frase di Bianchi:
“Ma fascisti, a Napoli ci piove, che ci state a fare? Al quale rispose il grido a Roma |!
A Roma!

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