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Verso il 10 febbraio, ancora menzogne su foibe ed esodo.Di F.Bellan

Una casa editrice, Laterza, da quanto si era appreso da Il giornale si appresta a pubblicare un testo di uno storico giustificazionista dei massacri delle foibe. E allora le foibe? La notizia è stata rilanciata anche dall’Ansa è lunedì 18 gennaio è stato il quotidiano di Trieste a dare ampio spazio al nuovo “messaggero della verità assoluta”…a senso unico. 
Come già detto in passato, basta dare un’occhiata alla carriera dell’autore sul web, per togliersi ogni dubbio. 
A chi tira fuori la scusa dell’ “occupazione italiana della Jugoslavia”, ignorando il secondo conflitto mondiale in corso, la solita farsa dei maltrattamenti alla popolazione ed in particolare ai bambini da parte dei soliti ” fascisti cattivi ” non si può che ridere in faccia. 
Purtroppo, in Italia c’è ancora molta chiarezza da fare sulla questione dei territori orientali d’Italia, e del rapporto con l’elemento slavo, un rapporto che già nel corso dell’occupazione austriaca lasciava intendere il sentimento anti-italiano e che poi, dopo la prima guerra mondiale vedrà impegnati gli elementi del Tigr ( l’acronimo sta per Trieste, Istria, Gorizia e Fiume, tradotto in slavo) in armi contro gli italiani e contro gli stessi slavi che convivevano pacificamente. Alcuni di questi furono condannati a morte dopo un regolare processo per omicidio e attentati, loro volevano l’annessione di tutti i territori orientali d’Italia all’allora Regno di Jugoslavia. Quest’estate il presidente di questa repubblica, fondata sull’antifascismo, si è recato ad omaggiarli assieme al suo omologo sloveno, nel corso della “cerimonia per la restituzione dell’hotel Balkan” a Trieste. 
Un’altra farsa di questa repubblica, il Balkan per il quale gli sloveni erano già stati risarciti negli anni ’60, e non c’era nulla da risarcire. Era un covo di organizzazioni filoiugoslave. Nel 1920 venne dato alle fiamme dopo che dalle finestre avevano cominciato a sparare e a lanciare bombe sulla popolazione accorsa per manifestare il proprio dissenso dopo l’omicidio, da parte di elementi filoiugoslavi, di Giovanni Nini al termine di un comizio di Francesco Giunta, il capo dei fascisti dell’epoca, in protesta per gli omicidi di Spalato
Manca poco alla data del ricordo dell’esodo e delle tragedie di Istria, Fiume e Dalmazia, il 10 febbraio, e come anno cominciano l’offensiva tesa a giustificare i crimini dei cosiddetti “liberatori”. 
Ancora una volta non possiamo che constatare l’ipocrisia e la malafede che contraddistinguono certi personaggi, e per questo abbiamo sempre detto, e continueremo a dirlo, che è assolutamente inutile parlare di pacificazioni, memorie condivise ed altre amenità del genere quando si ha a che fare con certi personaggi. 
A Trieste, la storia del confine orientale la conosciamo bene e non saranno certo i ragli e gli strali antifascisti a farci cambiare idea. 
Quel che spiace che tanto si parla del 10 febbraio in senso generale, del martirio di Norma Cossetto, delle foibe è dell’esodo, ma non viene mai detto chiaramente che il 10 febbraio oltre ad essere la data dell’ultima nave di esuli in partenza da Pola, è anche la data del gesto di riscatto, di ribellione di Maria Pasquinelli, oltre ad essere anche la data dell’attentato dinamitardo del Borba-Tigr a Trieste in cui perse la vita il giornalista del Popolo di Trieste, collegato al Popolo d’Italia, Guido Neri: una bomba esplose all’interno della redazione di piazza Benco (10 febbraio 1930) causando la sua morte ed il ferimento di altre tre persone. Ecco chi è andato ad omaggiare Mattarella la scorsa estate. 
Infatti il 10 febbraio noi onoriamo il gesto di Maria Pasquinelli, di cui ricorre l’anniversario, il colpo di pistola contro l’occupatore inglese alleato dei boia comunisti a cui si apprestava a regalare Pola, l’Istria, Fiume e la Dalmazia. Volevano anche Trieste, ma non gli andò altrettanto bene. 
Comunisti iugoslavi e ” italiani “, sono stati i protagonisti dei crimini contro gli italiani in una pulizia etnica, che poi si è ripetuta negli anni’90 nel corso delle guerre nei Balcani, in maniera altrettanto crudele si accanirono contro gli anticomunisti croati, serbi e sloveni, e contro le loro famiglie, ed i loro complici silenti furono i loro alleati, americani, inglesi, regio esercito e, ovviamente, quella ” resistenza italiana “, costruita nel sangue e nella menzogna a guerra finita. 
Basta dare un’occhiata alle foto dell’epoca per vedere le differenze, da una parte i volontari della Repubblica Sociale Italiana con sguardi fieri e sereni pur consci di stare dalla parte degli sconfitti, col rischio di andare incontro alla morte, dall’altra invece facce inespressive a ” festeggiare” e pronte ad accanirsi, come solo i peggiori vigliacchi riescono a fare, come nel caso di Giuseppina Ghersi a Savona, era poco più che una bambina, l’hanno stuprata, torturata e assassinata, dopo essersi fatti fotografare mentre la esponevano e la dileggiavano come fosse una preda di caccia.
Sono sempre loro, è sempre quel filo rosso ad unirli, quelli delle stragi di via Rasella e di Vergarolla, quelli dell’infamia di piazzale Loreto, quelli che applaudivano all’invasione dell’Ungheria, quelli della strage di Primavalle, e di un lungo elenco di vigliaccherie, sono sempre gli stessi..
Semplicemente infami!

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